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RIMBORSO PER L'ACQUISTO DELLA PARRUCCA


A Terni per il rimborso dell'acquisto della parrucca è possibile recarsi alla Usl Umbria2 in via bramante, all'ufficio protesi. Occorre portare:
•    La certificazione della diagnosi;
•    Una certificazione attestante la chemioterapia;
•    La fattura dell'avvenuto acquisto della parrucca.
Il rimborso erogato sarà di 300 euro.

Si allega il modulo per la richiesta del rimborso. Modulo PDF





CONVEGNO:

"EREDITARIETÁ DEL CARCINOMA DELLA MAMMELLA"

CARCINOMA DELLA MAMMELLA EREDITARIO

Il carcinoma della mammella è il tumore più frequentemente diagnosticato nelle donne e la prima causa di morte per tumore in Italia. Il tasso di incidenza nella nostra nazione è pari a 114 casi su 100.000 abitanti e il tasso di mortalità è di 24 casi su 100.000 abitanti.
Il 5-10% della totalità carcinomi della mammella sono ereditari.
Questa predisposizione è dovuta alla presenza di mutazioni nel DNA della donna, tra le quali la maggior parte riguardano i geni BRCA1 o BRCA2. Tali mutazioni nel DNA comportano un elevato rischio di sviluppare tumori, più frequentemente in età giovanile.
Una donna portatrice di una mutazione del gene BRCA 1 ha un rischio di sviluppare una neoplasia della mammella nel corso della vita pari al 70-80% e del 47% circa di sviluppare una neoplasia dell’ovaio o delle tube. Per quanto riguarda, invece, la mutazione a carico del gene BRCA2 il rischio di sviluppare un carcinoma mammario è sovrapponibile  al rischio indotto dalla mutazione del gene BRCA1 mentre è di circa il 27% il rischio di neoplasia ovaro-tubarica.
Si stima che una donna su 50 affetta da neoplasia mammaria a qualunque età è portatrice di una mutazione a carico del gene BRCA; se ci concentriamo poi su un gruppo selezionato di donne di età inferiore a 40 anni il numero sale ad 1/11.
Un uomo su 20 affetto da carcinoma della mammella a qualsiasi età è portatore di una mutazione dei geni BRCA1 e BRCA2.
Per quanto riguarda il carcinoma ovarico, vista la predisposizione genetica della mutazione dei geni BRCA1 e BRCA2 anche a livello degli annessi e delle tube, si stima che una donna su 10, di ogni età, affetta da carcinoma dell’ovaio è portatrice di una mutazione a carico dei geni BRCA 1 o 2.
I tumori ereditari sono particolarmente degni di attenzione per una serie di loro peculiarità e richiedono una gestione diagnostica e terapeutica differente rispetto alla controparte sporadica:
-    sono tumori che insorgono in età significativamente più precoce rispetto ai tumori sporadici;
-    hanno un decorso clinico spesso insidioso e comportamento biologico aggressivo, questo implica trattamenti o follow-up specifici e diversi per le neoplasie ereditarie rispetto a quelle sporadiche;
-    i tumori BRCA relati comportano quindi un costo in termini di sofferenza individuale e costi sociali, ancora più significativo per quello che riguarda le neoplasie mammarie in quanto si associano ad una più alta riduzione dell’aspettativa di vita e ad una più alta incidenza di recidive di cancro mammario e di tumori in altre sedi;
-    avere una diagnosi di tumore mammario BRCA relato, inoltre, pone indicazione allo screening dei consanguinei con test genetico per la ricerca della mutazione. Infatti ciascun fratello/sorella, figlio/figlia o genitore del paziente ha un rischio di essere portatore della mutazione e del rischio di ammalare ad essa correlato pari al 50%;
Da queste premesse emerge come sia pressante la necessità di identificare non solo i pazienti affetti da carcinoma mammario portatori della mutazione ma anche i familiari che, a loro insaputa, sono portatori della mutazione e per questo esposti al rischio di ammalare.
Lo scopo del nostro incontro è quello di sensibilizzare la popolazione generale e il medico di base, che è il primo sanitario a gestire e a seguire la storia clinica del paziente, a conoscere la problematica affinché questo si traduca in una maggiore e più precoce identificazione dei soggetti portatori di mutazione dei geni BRCA ½.
Nei pazienti affetti da carcinoma della mammella BRCA relato, infatti, la diagnosi di tale mutazione garantisce un percorso terapeutico e di prevenzione secondaria mirato e differente da quello seguito nella generalità dei casi con l’obiettivo di ridurre la mortalità e la morbilità di questi pazienti.
I familiari del paziente che risultino ai test genetici portatori della mutazione BRCA possono trarre un vantaggio da questa informazione in termini di riduzione della mortalità e morbilità grazie ad un percorso di prevenzione primaria mirata (diagnosi precoce per terapia mirata eventuale in fase precoce).



 
 
 
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